FERITE A MORTE: la reale “Spoon River” del femminicidio in Italia

ferite a morte 3

ferite a morte 3Giovedì 5 dicembre presso il teatro Storchi di Modena, è andato in scena in città FERITE A MORTE, un’antologia di racconti ispirati a storie drammaticamente accadute. Lo spettacolo è scritto e diretto da Serena Dandini.

Buio. Il pubblico di Modena aspetta. Quattro attrici in scena, Lella Costa, Giorgia Cardaci, Orsetta De Rossi, Rita Pelusio si alternano sul palco, dando voce ed anima interpretativa ad alcune delle migliaia di donne uccise per mano della violenza da mariti, ex fidanzati, compagni, amanti. E’ sempre presente la tagliente e grottesca ironia nei racconti della Dandini, anche quando si porta in scena il femminicido.

 E’ il punto di forza di tale progetto. Sensibilizzare il pubblico, le Istituzioni ed i media, attraverso linguaggi teatralmente drammatici ma sottili, circa il fenomeno della violenza di genere. La conoscenza è il primo passo verso la soluzione (o attenuazione) di tale piaga sociale.

Presente in scena una “immensa” Lella Costa, che ha saputo cogliere ed interpretare la visione incontrastata del dolore femminile. Bravissime anche le altre attrici nei loro, non facili, monologhi.

 

ferite a morte 2 (2)“Simboli per forza”, le vittime di violenza. In “Ferite a Morte” si percepiscono le anime delle donne strappate alla vita da qualcuno che sosteneva di amarle… in tutta la loro inquietudine e verità. Non ci sono nomi, età, riferimenti storici. Da giornalista ed autrice di un libro che tratta il tema del femminicidio “I Labirinti del Male”, posso ammettere che non è facile togliersi dalla mente chi non è più in vita per mano della violenza. Subdola, gratuita, sottovalutata, giustificata.

 

ferite a morte 2 (1)I giornalisti devono avere sensibilità, pazienza e  rispetto quando si parla di violenza contro le donne, centellinando ogni singolo termine, poiché sono proprio le parole a provocare conseguenze efficaci o dannose, nella nostra società. Un giornalismo più partecipante e meno opportunistico. Grazie a Serena Dandini per questo progetto. Il pubblico, uscito da teatro, si porta a casa un pesante ma doveroso fardello di pensieri su cui riflettere. Chiunque dovrebbe vedere questo spettacolo, per osservare da vicino la cruda e spietata realtà della violenza… da cui nessuno, può ritenersi escluso.

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